Questo volume accoglie tre romanzi scritti da Aldo Palazzeschi nei suoi anni estremi che hanno visto la luce in pressoché esatta contestualità con la pubblicazione di "Cuor mio" (1968) e di "Via delle cento stelle" (1972), le due singolarissime testimonianze della definitiva chiusura dei conti con la poesia. "Il Doge" (1967), "Stefanino" (1969), "Storia di un'amicizia"(1971) segnano il ritorno di Palazzeschi alla sua vena più anarchicamente inventiva e con la loro partitura ludica e paradossale illuminano retrospettivamente l'intero "sistema" narrativo dell'autore.
La storia delle due ricamatrici pazienti e ligie al lavoro la cui vita viene sconvolta dall'arrivo del bellissimo nipote Remo, il romanzo in cui Palazzeschi riversa tutta la sua vena di grande interprete, in chiave grottesca, della piccola Italia, venne pubblicato nel 1934. Di Sorelle Materassi si propone qui proprio la prima edizione, che precede il lungo lavoro di revisione soprattutto stilistica a cui l'autore lo sottopose a partire dalla seconda meta degli anni Trenta e che si concluse solo nel 1960. Un testo, quello del 1934, estremamente piu ruvido e una scrittura assai piu eterodossa rispetto alla versione definitiva. Le successive modifiche del testo, l'iter correttorio e le vicende editoriali del romanzo sono oggetto, in apparato, di approfondite analisi.
El código de Perelá, la obra maestra de Palazzeschi, fue publicada en 1911; conoció una nueva edición sustancialmente revisada por el autor en 1958, que es la que hoy se presenta por primera vez para el público español. Se trata de una novela sumamente original y transgresora, en el fondo y en la forma. En ella, la acción es secundaria; se eluden ingredientes convencionales como la verosimilitud o la causalidad. La voz del narrador desaparece y es sustituida por un coro de personajes, lo que a menudo confiere a la obra un aspecto teatral. El protagonista, hombre de humo, encarna la intención alegórica de la obra. Además de la interpretación mesiánica, se han sugerido muchas más: alegoría de la suerte del poeta en la sociedad de hoy, diversión cínica e irreverente aunque llena de intención (que entroncaría quizá con Darío Fo), feroz crítica de la sociedad burguesa… En cualquier caso, estamos ante una obra esquiva a cualquier clasificación sencilla, cuyo vigor no ha disminuido con el tiempo.