Leer obras de ficción, según una famosa frase de Coleridge, significa suspender voluntariamente la incredulidad, aceptando lo que sucede en el contexto como real. ¿Pero es lo mismo aceptar la "realidad" de don Quijote o Madame Bovary que la de Dracula?
Nel porto di Nyhavn, lettore, ce un bar decisamente equivoco chiamato Cassiopea. Li vanno ad arenarsi marinai, tatuatori, viaggiatori apparentemente di passaggio: tutti stranieri, tutti prigionieri volontari di un intreccio di ambigue passioni nelle quali i sogni interferiscono pericolosamente con la realta. In questo spazio labirintico, dove si nasconde un segreto che i personaggi inseguono, la protagonista, Nanan, ha trovato lavoro come raccontatrice di sogni, e a volte come sirena Un mondo nel quale ogni cosa gesti, sogni, Nanan stessa , sembrano sdoppiarsi, e non soltanto negli specchi. È di questo che Nanan parla con il suo interlocutore, seguendo il ritmo di una confessione che nasce disordinatamente davanti ai nostri occhi, libera da regole cronologiche o logiche: lordine e dettato dalle sollecitazioni della curiosita, dalle incertezze della memoria, dalle inaspettate intrusioni della morte. Un racconto fantastico sul tema del doppio? Allucinazioni provocate dallalcool e dalle notti senza fine? Forse, soprattutto, una storia damore di amori , un resoconto sulle svariate forme dellesilio e una esplorazione sullimpossibilita di una (auto)biografia che possa esaurire il nostro multiple passato.