La casa in collina venne pubblicato assieme a un altro romanzo breve Il carcere nel 1949 e sotto il titolo di Prima che il gallo canti. L’accostamento delle due opere non era casuale: l’intreccio di due solitudini, il bilancio della propria essenza esistenziale, il tradimento e forse l’assoluzione. In entrambi i romanzi è presente una sorta di prigione, i cui confini sono disegnati dal mare ne Il Carcere e dalla collina nel romanzo che stiamo analizzando. Là Stefano, confinato ed esule in un mondo primitivo che si fa mito, qua Corrado, fuggiasco, che cerca nella meditazione e nel rapporto con l’osteria Alle Fontane un senso al suo forse non scelto disimpegno. «Gia in altri tempi si diceva la collina come avremmo detto il mare o la boscaglia. Ci tornavo la sera, dalla città che si oscurava, e per me non era un luogo tra gli altri, ma un aspetto delle cose, un modo di vivere. […] Si prendeva la salita,e ciascuno parlava della città condannata,della notte e dei terrori imminenti. […] Devo dire — cominciando questa storia di una lunga illusione — che la colpa di quel che mi accadde non va data alla guerra. Anzi la guerra,ne sono certo,potrebbe ancora salvarmi. […] La guerra mi tolse soltanto l’estremo scrupolo di starmene solo, di mangiarmi da solo gli anni e il cuore, e un bel giorno mi accorsi che Belbo, il grosso cane, era l’ultimo confidente sincero che mi restava »...
Ficha técnica
Editorial: Giulio Einaudi Editore
ISBN: 9788806118297
Idioma: Italiano
Número de páginas: 165
Encuadernación: Tapa blanda
Año de edición: 1990
Plaza de edición: Torino
Especificaciones del producto
Escrito por Cesare Pavese
(Santo Stefano Belbo, 1908 - Turín, 1950), uno de los grandes poetas y novelistas italianos del siglo XX, estudió Filología Inglesa en la Universidad de Turín, en donde se licenció con una tesis sobre Walt Whitman. En 1940 termina "El bello verano", que obtiene en 1950 el Premio Strega, e inicia Feria de agosto. En 1941 publica "De tu tierra", la novela que consolidó su carrera literaria. Desde 1937, y hasta su muerte, trabajó en la editorial Enaudi, uno de los grandes sellos que propició el desarrollo de nuevas formas de expresión cultural. Enamoradizo y melancólico, se esforzó imútilmente por vencer su tendencia a la soledad y sufrió intensamente sus desamores. El primero tras un confinamiento de un año en un pequeño de la Italia pobre, en el sur el país. El último, la ruptura con la actriz norteamericana Constance Dowling, que en 1950 le llevó al suicidio en el turinés hotel Roma. Dos años después de su muerte se publicó "El oficio de vivir", sus diarios escritos desde 1935.