Viviamo un tempo di crisi dei fondamenti: progresso, realta, verita, umanita. Eppure questo e anche il tempo di tanti fondamentalismi, non solo religiosi. Il tema del dissenso va allora posto proprio qui: crisi dei fondamenti e odierni fondamentalismi. Il dissentire ha a che fare con il senso e con quanto indica il prefisso dis-. Dissesto, esser fuori sesto, vivere un tempo disturbato: out of joint, come in Amleto, come una spalla che va fuori posto, disarticolata. Ma e anche il disagio che proviamo in un tempo, come il nostro, di mille indignazioni quotidiane a invito; disagio di fronte a un dissenso che piu prolifera e piu rende irriconoscibile cio contro cui viene rivolto. Si e come davanti a un dissenso, ogni volta di piu, depotenziato. È in definitiva davanti a questa presenza ipertrofica, a questo disinnesco e dispositivo di neutralizzazione del dissentire che proviamo quel disagio. Il dis-senso e allora il senso stesso del pensiero critico. Esperienza vissuta di dissidio ed esercizio del dubbio, costante vigilanza e indisponibilita verso ogni potere e dogma. Soprattutto in tempi di crisi, di fondamentalismi, di conformistica volonta di piacere (politically correct, la conta di like e followers) e ricerca del consenso, il dissenso va inteso come la postura stessa del pensiero critico, doppio sguardo e visione indiretta del reale, capace di sostenere lattrito del presente. Insomma, si puo dire tutto finche non si dica qualcosa che non si possa dire. Pero bisogna pur avere qualcosa da dire che non si possa dire: la vera difficolta sta forse nel fatto che oggi tutti possono parlare perche non hanno niente da dire che sia davvero intollerabile? A questa domanda cercano di rispondere i saggi raccolti in questo libro. Saggi di: Antonio Cipriani, Roberto Cossu, Ruena Halova, Nicola Magliulo, Margherita Platania, Lucio Saviani, Carla Stroppa, Graziano Valent, Maria Rosa Tinti, Domenico Zampaglione.
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